Thailandia: il premier dichiara lo stato di emergenza, arrivano i militari
[align=justify]Dopo sette giorni di proteste ininterrotte, il Primo Ministro thailandese Samak Sundaravej ha dichiarato lo stato di emergenza a Bangkok, la capitale della Thailandia. Per il momento la polizia ha dato notizia di un morto e dozzine di feriti negli scontri, ma è possibile che il bilancio sia destinato a peggiorare nonostante i continui appelli governativi alla non-violenza.
Da una settimana, i thailandesi che sostengono l’Alleanza Popolare per la Democrazia (PAD), attualmente all’opposizione, sono scesi in piazza e hanno occupato parte degli edifici governativi nell’intento di spingere Samak alle dimissioni, accusandolo di essere un fantoccio nelle mani dell’ex Premier Thaksin Shinawatra, costretto all’esilio dal colpo di stato del 2006 e momentaneamente “rifugiato” in Inghilterra per non prendere parte al processo per corruzione che i giudici thailandesi hanno istruito poche settimane fa.
Il Primo Ministro Samak, resosi conto di non essere più in grado di controllare i manifestanti, ha convocato domenica un’Assemblea Legislativa straordinaria per decidere come risolvere la situazione. Tuttavia, Samak resta sordo di fronte a ogni ipotesi che contempli le sue dimissioni. Come se non bastasse, proprio oggi la commissione elettorale straordinaria creata per valutare le accuse di brogli che avevano gettato un’ombra sulle elezioni del 2006 ha iniziato a fare pressioni sul Partito per il Potere del Popolo (PP), guidato dall’attuale Premier, invitando il suo leader alle dimissioni.
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